"E' da un po' che sono fuori di me e sono preoccupata perché non mi vedo ancora rientrare."

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venerdì 15 gennaio 2010

Donne e fumetti



I fumetti sono una delle mie più grandi passioni, li amo da sempre, un amore instillato e coltivato, con pazienza da giardiniere inglese, da mio padre. E anche se, oggi come oggi, i nostri gusti non sempre collimano (la sua amatissima e preziosissima collezione di Tex Willer per me starebbe bene in un caminetto acceso) i fumetti sono sempre uno codice di comunicazione privilegiato fra noi e un caposaldo della nostra complicità (chiunque intendesse postare interpretazioni freudiane sul mio rapporto con mio padre, sappia che dopo anni e anni di analisi sarà difficile venirsene fuori con qualcosa di nuovo in proposito).
Spesso ho dovuto constatare amaramente, che per lo più il mio genere (nel senso di gender) non apprezza molto i fumetti e li giudica un passatempo infantile. Ora vorrei affermare la mia assoluta "sorellanza" e il mio enorme apprezzamento nei confronti delle donne, prima di dire che a volte possono essere di una tale pesante aridità da fare paura!!! Delle vere macchine per assicurare la sopravvivenza della specie, programmate per selezionare il maschio alfa (o the next best thing), riprodursi e prendersi cura della prole (il ché include assicurarsi che il maschio alfa non prenda il largo con una femmina più giovane), un vero percorso netto, fatto in apnea e senza passare dal via. E dopo il '68 sostanzialmente poco è cambiato, se non che si esibiscono in questa ancestrale pantomima con un po' più di confusione e senso di colpa ideologico, mimando sfrontatezza e indipendenza.
Personalmente sono un allegro grumo nel grande meccanismo della natura, non ho selezionato alcun maschio, né alfa né omega, non ho procreato (e continuo a pensare che con tanti orfani in giro, un bambino preferirei adottarlo) e godo di una serie di piccoli ed egoistici piaceri quotidiani, che chissà perché sembrano essere destinati quasi sempre solo agli uomini, fra cui gli intelligenti, provocatori, sognanti e sognatori fumetti. Perché sognare dovrebbe essere un lusso solo maschile? O meglio perché i sogni delle donne dovrebbero essere solo queli preconfezionati dai polpettoni TV e dai romanzi rosa?
Amiche donne sollecitate il vostro lato ironico, stralunato, grottesco, sexy, violento, buffo, cinico, avventuroso e anche infantile, leggete i fumetti! Esercitatevi a fare qualcosa di inutile e disordinato, qualcosa di egoistico e privo di scopo, qualcosa che non abbia la patente di arte o impegno! E scoprirete che dentro alcuni fumetti c'è più arte, impegno, sentimento e verità di quanto abbiate mai immaginato...

giovedì 14 gennaio 2010

Cucina giapponese? Sì, ma basta sushi...


Tanto per non smentirmi ecco un post su un altro argomento disparato e di nessuna utilità per il mondo as we know it...
Recentemente la cucina giapponese ha conosciuto una fortuna crescente in Italia e in tutto il mondo. I ristoranti giapponesi, in particolare quelli che preparano sushi e sashimi, proliferano nelle nostre città. Ma quanto conosciamo veramente la cucina giapponese?
Da qualche anno c’è stato un vero e proprio boom della cucina giapponese, all'inizio il fenomeno era una scelta d’élite, oggi anche nelle città di medie dimensioni esiste un sushi bar, un take away o un ristorante dove si possono gustare sushi e sashimi.
Ma la cultura nipponica ci è ancora poco familiare, non molti italiani sanno che la cucina giapponese, è per certi versi simile a quella italiana, essendo caratterizzata da un'incredibile varietà di prodotti, ingredienti, cotture, legati a realtà storiche, tradizionali e regionali.
E' un vero peccato, infatti, che la cucina giapponese venga associata solo e unicamente al sushi e al sashimi, e quindi al trionfo dei sapori crudi, quando, ad esempio, annovera a sorpresa nel suo menu, uno dei piatti fritti più celebri nel mondo: il tempura (personalmente il mio preferito!!!). Una ricetta di cucina giapponese "importata" e naturalizzata ormai da quattrocento anni. Il tempura è giunto in Giappone nel XVII secolo assieme ai Gesuiti portoghesi, pare infatti che il nome derivi da "tempora", cioè Quaresima. E' un semplice fritto in pastella di vegetali o pesce, soprattutto crostacei. La differenza fra il tempura e i fritti pastellati occidentali, sta soprattutto nel fatto che la pastella viene preparata con uovo, farina e acqua rigorosamente freddi e deve essere tenuta in frigo fino al momento in cui viene utilizzata.
Siete anche voi amanti della cucina giapponese e volete proporre qualche approfondimento su piatti che esulino dal solito pescetto crudo col risetto in bianco? Fatevi sotto!
(Leggi l'articolo da cui è tratto il post su Vino-prodottitipici.com)

A che titolo?


Tanto per dimostrare che si tratta di un blog assolutamente anarchico comincerei con un argomento di importanza quasi nulla nel grande schema delle cose, ma molto caro al mio cuore.
Perché i fottuti titolisti cinematografici italiani distruggono senza pietà i titoli dei film americani, determinandone spesso il fallimento al botteghino? Secondo voi esiste un oscuro disegno da parte dei produttori italiani per affossare lentamente, ma inesorabilmente il cinema americano a colpi di traduzioni insulse e banalizzazioni dei titoli dei suoi migliori prodotti? O è solo frutto della malata convinzione, nata proprio negli States ma abbracciata qui da noi in modo più realista del re, che più le cose sono semplici e banali e più piacciono alla fantomatica entità che risponde al nome di "grande pubblico"?
Una vittima eccellente di questa letale mania è il meraviglioso e poetico film di Gondry "Eternal Sunshine of the Spotless Mind", che qui da noi è stato diabolicamente ribattezzato "Se mi lasci, ti cancello". Risultato di questo tentativo di normalizzazione di un film che non si lasciava masticare facilmente per imboccare il grande pubblico? Il "grande pubblico", con l'infallibile istinto per la banalità che lo contraddistingue, l'ha evitato come la peste e il "piccolo pubblico", quello che l'avrebbe amato e apprezzato, se ne è tenuto alla larga credendo di trovarsi di fronte all'ennesima commediola hollywodiana, sul genere Se Scappi, ti Sposo ecc.
Ricordo di non essere riuscita a convincere nemmeno un amico a venire a vederlo con me, e tutto questo per un titolo...
Questo è solo uno dei tanti casi, che spesso non sembrano nemmeno obbedire a qualche logica particolare, ma solo a una specie di giocoso sadismo. Mi piacerebbe sapere la vostra opinione in proposito. Qual è l'esempio peggiore che ricordate? E davanti all'elenco dei film, desiderate anche voi incontrare i titolisti per un discorsetto a quattr'occhi, magari con un bel tirapugni?

Per chi cerca sempre di salvare capra e cavoli...

Amici e amiche benvenuti in questo blog, nato un po' per necessità professionale, un po' per piacere...un blog che vuole dare un colpo al cerchio e uno alla botte, un blog tira e molla: Capra e Cavoli, insomma!
Una cosa posso prometterla sin d'ora, questo non sarà uno spazio di sfogo personale o di esibizionismo spicciolo privato, non lo utilizzerò per parlare di me, anche se ovviamente quando scrivi qualcosa, parli sempre di te, ma per parlare di ciò che stimola la mia fantasia. E invito tutti voi a fare altrettanto, ad utilizzare questa ennesima finestrella sul mondo, per suggerire spunti, riflessioni, farci fare quattro risate e confrontarsi con altri sugli argomenti più disparati. Vorrei riuscire a fare informazione, ma un'informazione disordinata, confusa e priva di alcun taglio ideologico, un'informazione dell'anima più che della mente.
Accorrete numerosi!